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I costituenti del latte materno per ogni fase di produzione

Il latte materno ha diverse composizioni a seconda della fase di produzione: da colostro al latte maturo. Scopriamole tutte.

28.03.2025

BUONA - Blog

Il latte materno è un alimento progettato dalla natura per soddisfare le esigenze nutrizionali dei neonati, che fornisce tutti i nutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo, cambiando la sua composizione nel tempo per adattarsi alle diverse fasi della vita del bambino. 

In questo articolo, esploreremo i costituenti del latte materno, le sue fasi di produzione, alcuni consigli utili per le mamme e le variazioni di colore che possono presentarsi, fornendo una guida completa per comprendere meglio questo alimento prezioso.

Le componenti principali del latte materno

Il latte materno, come anticipato, varia in composizione da persona a persona, ma i componenti principali includono:

  • carboidrati, principalmente lattosio, fornendo energia e favorendo l'assorbimento di calcio e fosforo;
  • proteine, come la caseina e le proteine del siero, che sono facilmente digeribili e forniscono aminoacidi essenziali per la crescita;
  • grassi, fondamentali per lo sviluppo del cervello e forniscono una fonte concentrata di energia: la composizione dei grassi varia durante la poppata, con un aumento verso la fine;
  • vitamine e minerali, in particolare vitamine A, D, E, K e minerali come calcio, ferro e zinco, tutti cruciali per la salute del bambino;
  • fattori immunitari come anticorpi e altre sostanze bioattive che aiutano a proteggere il neonato da infezioni e malattie.

Le fasi e le composizioni del latte materno

La composizione del latte materno cambia nel tempo, adattandosi alle esigenze del bambino: ecco le principali caratteristiche e le fasi nelle quali si manifestano.

Colostro

Il colostro è il siero del latte prodotto dalla madre, disponibile nei primi giorni dopo il parto. È una sostanza densa e giallastra, ricca di anticorpi e proteine. In questa fase, i livelli di progesterone, l'ormone della gravidanza, iniziano a diminuire, un processo che inizia con l'espulsione della placenta. Con la riduzione di questo ormone, entrano in gioco altri ormoni cruciali, come la prolattina, l'insulina e l'idrocortisone, che stimolano l'avvio della produzione di latte. Contiene anche una quantità ridotta di zuccheri e grassi, rendendolo facilmente digeribile per il neonato; è fondamentale per il sistema immunitario del bambino, poiché fornisce una protezione immediata contro le infezioni.

La montata lattea

Circa tre giorni dopo il parto, si verifica la cosiddetta montata lattea. Questo è il momento in cui il seno diventa visibilmente più pieno e sodo, segnale che il corpo sta rispondendo alle esigenze del neonato e iniziando a produrre latte in quantità adeguate.

Latte di transizione 

Il cosiddetto latte di transizione si sviluppa tra il 3° e il 14° giorno dopo la nascita. Durante questa fase, la composizione del latte cambia nuovamente per fornire al bambino nutrienti in quantità adeguata. Rispetto al colostro, il latte di transizione contiene meno proteine e più lattosio, lipidi e calcio, rendendolo più nutriente e adatto alla crescita del bambino. La sua consistenza è più fluida e il colore tende a essere aranciato.

Latte maturo

Dopo la seconda settimana, il latte diventa maturo e la sua composizione cambia anche durante la giornata: al mattino, è più ricco di lattosio, mentre a mezzogiorno ha un contenuto maggiore di lipidi e la sera è più ricco di proteine. Inoltre, il latte cambia durante la poppata: il latte iniziale è più acquoso e ricco di zuccheri, mentre il latte finale è più denso e ricco di grassi e proteine, fornendo una nutrizione completa al bambino.

I colori del latte materno 

Ricapitolando, il latte materno può presentarsi in diverse colorazioni, che possono variare da bianco a giallo, trasparente o bluastro. Alcuni alimenti e integratori assunti dalla madre possono influenzare il colore del latte: ecco alcuni esempi.

  • Latte giallo: spesso causato da una dieta ricca di carote o altri vegetali arancioni, il latte di questo colore è generalmente innocuo e non deve destare preoccupazione.
  • Latte rosa: il latte può diventare di questo colore per i coloranti presenti nei prodotti alla frutta, oppure a causa di piccole quantità di sangue, che potrebbero derivare da ragadi ai capezzoli, o nel più doloroso dei casi a mastite. È importante monitorare questa condizione e consultare un medico se persiste.
  • Latte verde: può derivare dall'assunzione di bevande sportive o alghe. Anche in questo caso, non è motivo di preoccupazione, ma è bene informare il pediatra.
  • Latte marrone: questo colore potrebbe indicare la presenza di sangue o un'irritazione nei dotti. Se questo colore persiste, è consigliabile consultare un esperto.

In generale, le variazioni nel colore del latte materno non sono motivo di allerta, ma è sempre utile consultare un professionista della salute per escludere eventuali problemi e garantire un allattamento sereno e sicuro.

Alcuni consigli

Per garantire una buona produzione di latte a lungo termine, è fondamentale seguire alcune pratiche:

  • allatta il bambino su richiesta, soprattutto nelle prime settimane, per stimolare la produzione di latte: non preoccuparti se il bambino si attacca ogni 45 minuti, è normale, assecondalo;
  • assicurati di seguire un ritmo il più possibile naturale. Più latte viene estratto, più ne viene prodotto dal corpo: al contrario, ridurre la frequenza delle poppate è per il corpo segnale dell’inizio dello svezzamento;
  • assicurati che il bambino si attacchi correttamente al seno per evitare dolori e garantire una buona suzione;
  • mantieni un’adeguata idratazione e segui una dieta equilibrata, ricca di nutrienti, per supportare la produzione di latte;
  • cerca di riposare quando possibile, poiché lo stress e la stanchezza possono influire negativamente sulla produzione di latte;
  • se hai dubbi o preoccupazioni, non esitare a contattare un consulente per l’allattamento o il pediatra.

Quando il latte non arriva: il latte in polvere

In alcune situazioni, le mamme possono trovarsi a fronteggiare la difficoltà di avere poco o addirittura nessun latte materno disponibile. Questo può essere fonte di preoccupazione, ma è importante sapere che non sempre ciò indica un problema serio. 

Se la produzione di latte è insufficiente, previo consiglio del pediatra, è possibile integrare l'alimentazione del neonato con latte in polvere, come ad esempio BBmilk. Questo tipo di latte artificiale è formulato per fornire al bambino i nutrienti necessari per una crescita sana, fino a quando la produzione di latte materno non si stabilizza. È fondamentale consultare un professionista della salute per ricevere supporto e consigli su come gestire al meglio l'allattamento e l'integrazione, garantendo così il benessere del piccolo.

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